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AMORI E PASSIONI
IN LUNIGIANA

   Riccardo varese Pietro Cerruti Leri  
Un conte di Fivizzano che apre un buco nei muro per mettere in comunicazione la sua casa con quella di una giovane e bella coinquilina. La predilezione dei marchesi Malaspina per le mogli degli altri. La bellissima nobildonna rivale della Pompadour nel cuore di Luigi XV, re di Francia. Un'affascinante aviatore che fece perdere la testa a LiaLa. L'eleganza della incantevole Maria Teresa Coppini, amante di D’Annunzio, che abitò la casa che, secondo il quotidiano «La Nazione», vorrebbe acquistare George Clooney. Sono racconti di grandi passioni che hanno eccitato o turbato la Lunigiana. Ma sono anche un modo diverso per raccontare la storia della nostra terra
 
1. Continua
Amori e passioni in Lunigiana
 
Un conte di Fivizzano che apre un buco nei muro per mettere in comunicazione la sua casa con quella di una giovane e bella coinquilina. La predilezione dei marchesi Malaspina per le mogli degli altri. La bellissima nobildonna rivale della Pompadour nel cuore di Luigi XV, re di Francia. Un'affascinante aviatore che fece perdere la testa a Liaia. L'eleganza rafiinata della incantevole Maria Teresa Coppini.
Sono racconti di grandi passioni che hanno eccitato o turbato in passato la Lunigiana. Ma sono anche un modo diverso per raccontare la storia della nostra terra.......
La storia della Lunigiana è anche storia di grandi amori, avventure galanti, personaggi fascinosi. Vogliamo provare a raccontarla. Gli esperti. gli scienziati. gli storici col pedigree ci perdonino l'intrusione: è lontana da noi l'idea di insegnare qualcosa a chi sa già tutto.

PONTREMOLI NASCE DA UNA STORIA D'AMORE
Poteva essere bello sin che voleva. essere un valoroso guerriero, ma con un nome così si presentava davvero male: Treponzio. “Piacere. Treponzio", immaginate di doverio dire a una ragazza appena conosciuta. Non vi verrebbe la paura che quella si metta a ridere?
Si, ai nostri giorni un nome così sarebbe una palla al piede per qualsiasi tentativo di approccio. Ma evidentemente non era così nei tempi passati, anzi. State a sentire. ll nostro Treponzio era stato messo al comando di una legione dalle nostre parti nientemeno che da Alarico, re dei Goti. Mentre era qui a fare il comandante, un bel giorno mise gli occhi su una fanciulla del posto e si innamorò.
La bella, evidentemente, non andava troppo per il sottile in fatto di nomi, per cui non
trovò niente di male nel ricambiare l'amore del comandante. E si sposarono.
In genere, due che si sposano, pensano al massimo di mettere su casa. Invece Treponzio era uomo di grandi ambizioni, disdegnava i due vani più servizi. Aspirava a grandi spazi. Pensa e ripensa. gli venne una idea geniale: invece della solita casetta decise di costruire una intera città. E così fondò Pontremoli.
Almeno così dice la storia. Naturalmente quella da prendere con le pinze. Ma, veritiero o no, l'episodio la dice lunga sul ruolo che la donna e l'amore hanno sempre avuto in Lunigiana. Perchè se anche Treponzio e tutto il resto fossero una grossa panzana, resta il fatto che la leggenda nata dalla tradizione popolare individua una vicenda amorosa come causa del sorgere di una città. E’ innegabile che altre tradizioni, per vicende analoghe, hanno caratteristiche meno romantiche. Basta pensare a quando, da bambini, la maestra ci raccontava di Romolo che accoppava Remo sul solco che segnava il perimetro della futura città eterna.
Da noi in Lunigiana, di città eterne non se ne sono ancora viste, ma, se tanto mi da tanto, è meglio discendere dal buon Treponzio col debole per le sottane, che da un energumeno che scanna il fratello solo perchè attraversa un solco.

IL DON RODRIGO DI FIVIZZANO
Con queste discendenze, la Lunigiana non poteva che essere terra di grandi amori, o, perlomeno, teatro di grandi vicende amorose. Sublimi o squallide, passionali o platoniche:
non si sa da dove iniziare. Sciogliamo l’ imbarazzo con un paio di storie fosche popolate di personaggi alla Don Rodrigo e fanciulle innocenti immolate alla cupidigia di satiri spietati.
Il simpatico Treponzio che sin dalla fatidica prima notte non pensa ad altro che a fondare una città è molto lontano.
Siamo verso la fine del mille e seicento e precisamente a Fivizzano dove vive il conte Giuseppe Maria Felicini. A dispetto del cognome piuttosto mite, il nostro è abituato ad usare l'arroganza e la prepotenza come metodo di vita.
Così, quando un brutto giorno posa gli occhi su una ragazza del paese, decide che diventerà la sua amante senza averle chiesto non dico un assenso, ma neppure un parere. Per attuare il suo turpe proposito si serve di due circostanze che gli sono estremamente favorevoli. La prima è che la ragazza abita in una casa attigua alla sua, la seconda è che a quel tempo felice non esistevano ancora piani regolatori, abusi edilizi e permessi per costruire o modificare un'abitazione. Un bel vantaggio per chi, come Felicini, ha in mente di aprire un buco nel muro per mettere in comunicazione la casa della ragazza con la sua. Ma, se bastasse un varco in una parete per far sì che una bella coinquilina entri in casa d’altri, avremmo certi condomini ridotti come groviera. Ci vuole, naturalmente, anche la volontà della bella a usufruire del passaggio. Felicini supera l’ostacolo minacciando la fanciulla e la sua famiglia. Con l’aiuto dei suoi bravacci alla fine ottiene il risultato sperato. La tresca va avanti qualche mese, sinchè in paese non si co- mincia a mormorare del pertugio nel muro e dell’insolito uso che ne viene fatto. La cosa monta sino a raggiungere le dimensioni dello scandalo. I familiari della bella sedotta sono sul punto di ribellarsi alla situazione. Per non mollare la preda Felicini ha una sola scelta: rapirla. E così fece. Erano, quelli, tempi difficili in cui non si andava tanto per il sottile con i rapitori. Non c’erano sconti di pena per i pentiti, attenuanti, cavilli legali o cose varie. Con certa gente si ragionava a moschettate. E così un bel giorno le truppe del Granduca di Toscana Cosimo III arrivarono a Fivizzano con la scusa di una esercitazione. E la esercitazione la fecero davvero, ma sparando contro la casa del Conte dopo avergli inutilmente intimato di liberare la rapita. A Felicini, tanto amante dei buchi nel muro, non piacquero per niente quelli prodotti dalle palle di piombo nell’intonaco della facciata, e si arrese.
Quando i soldati entrarono della casa del Conte per cercare la prigioniera, si accorsero che il suo rapimento non era stato uno sconsiderato colpo di testa, ma la conseguenza di una pessima abitudine. Felicini evidentemente ci aveva già provato altre volte perchè, oltre alla ragazza di Fivizzano, fu liberata anche un’altra giovane rapita tempo prima a Bologna. Pare che fossero tutte e due incinte. Il conte finì i suoi giorni in carcere, ma non gli andò tanto male. Prima di tutto salvò la pelle. Secondariamente, a pensarci bene, la prigionia lo liberò dalla non trascurabile seccatura di avere due mogli.

IL VIZIETTO DEI MALASPINA

Stiamo, naturalmente, scherzando; le mogli non sono sempre una seccatura. Lo sapevano benissimo anche certi marchesi Malaspina, che per le mogli avevano una vera predilezione. Le mogli degli altri.
Strenui difensori del “diritto della prima notte”, alcuni di essi non esitarono ad esercitarlo sino alle estreme conseguenze. Si sa che allora le fanciulle da marito dovevano compiere la prova generale della prima notte di nozze col signore del feudo, ma non è altrettanto risaputo il modo in cui i malcapitati fidanzati accettavano la circostanza. Pare non proprio allegramente, se è vero che due marchesi di Godano furono uccisi a badilate dai futuri mariti inferociti e dai parenti delle promesse spose.
Tra la stirpe dei nobili Signori della Lunigiana vi fu anche qualche ardito giurista che interpretò il diritto in modo piuttosto estensivo. Come i due Marchesi di Olivola che, oltre
alla prima notte, si presero anche la seconda e terza e via dicendo con la moglie di un valoroso capitano. Mentre il prode guerriero combatteva in Francia, i due, anzi i tre, se la spassavano allegramente nel castello sopra ad Aulla. Un giorno però il capitano ritornò e,
quando si accorse del triangolo, mise in pratica quello che la guerra gli aveva insegnato a fare tanto bene: accoppare la gente. Uccise tutti e tre i protagonisti dell’intrigo amoroso, poi, temendo la vendetta dei parenti delle sue vittime, ritornò a fare la guerra nella
patria dello Champagne.

LA BELLEZZA PROVERBIALE DI ANNA MALASPINA
Per combattere un altro tipo di guerra raggiunsero Francia, terra di grandeur, anche altri personaggi della piccola Lunigiana. Due donne bellissime, che, completamente disarmate,
potevano valere più di un intero esercito.
Dalla loro avevano un fascino indiscusso che i politici del tempo cercarono di usare per influenzare l dcisioni di re e imperatori. Nel castello della Bastia, sopra Licciana Nardi, nacque Anna Malaspina. La sua bellezza era proverbiale e per lei una turba di poeti più o meno famosi si scatenò in liriche amorose e poesie appassionate. La bella Anna non accese soltanto la fantasia degli esperti in versi e rime. Quando ci fu bisogno di intervenire per questioni politiche presso il re Luigi XV, ci fu chi pensò a lei.
Le sue grazie furono contrapposte nientemeno che a quelle universalmente note di Giovanna Antonietta Poisson, marchesa di Pompadour, favorita del successore del Re
Sole. Fu una gara difficile, combattuta dalla rappresentante della nostra terra con accanimento e passione.
Ma, in fatto di seduzione, fu come sbattere sul quadrato un peso piuma contro un peso
massimo. L’esperienza e il mestiere di madame di Pompadour ebbero la meglio sulla grazia e il fascino di Anna. La bella lunigianese, insomma, resistette per diverse riprese, non finì al tappeto, ma perse decisamente ai punti. Il re, dopo aver fatto le opportune prove, si tenne la vecchia favorita e per Anna non ci fu che la via del ritorno.....
CONTINUA NELLE PAGINE INTERNE
 
 
 
Riccardo varese, Cesare leri
 
La banda dell'autovelox
 
di Maurizio Bardi
mauriziobardi2011@gmail.com

Un vero e proprio «cartello», capace di controllare il mercato nazionale degli autovelox e forse anche di manipolarne la taratura. Lo dimostrerebbero un'inchiesta del PM di Savona Daniela Pischetola, un'altra di Milano del PM Alfredo Robledo, ancora un'altra di Grosseto del PM Stefano Pizza. E poi molti episodi oscuri che riguardano vari comuni della Liguria, il comune di Villafranca e quello di Podenzana. Intanto a seguito dell'inchiesta di Savona, è finito agli arresti Claudio Ghizzoni, vigile urbano dell'Unione dei Comuni della Lunigiana, ripreso a sua insaputa mentre paga una tangente al suo collega di Spotorno Andrea Saroldi. Una pentola che, sovverchiata, potrebbe fare luce su importanti situazioni di corruzione. Forse è il momento che qualcuno ci guardi dentro.
Ghizzoni non è solo un vigile urbano, è anche il responsabile della Ca.Bri.Ni. e della Igea, aziende che commercializzano impianti completi per autovelox e che garantiscono in parte la gestione delle riscossioni delle multe.


Come avveniva il pagamento delle tangenti, il VIDEO della Polizia di Savona

IL SEMAFORO «QUATTRO SECONDI» DI VILLAFRANCA LUNIGIANA

Il semaforo di Villafranca in Lunigiana mi fa tornare alla mente la faccia di Francesco, chiamiamolo così. Francesco guadagnava 1.400 Euro al mese e per lavoro doveva attraversare quattro volte al giorno l'incrocio principale di Villafranca sulla strada nazionale.
Quattro secondi. Sono quattro secondi quelli che gli hanno procurato la prima multa e poi lo hanno imprigionato nella nevrosi.
Era il 2007 e da lì è cominciata la sua guerra personale. Diceva:«Li ho cronometrati, sono meno di quattro secondi tra il giallo e il rosso. Se scatta il giallo, non ce la fai a fermarti in tempo per evitare il telelaser e la multa. Dai duecento ai quattrocento Euro!.». A noi amici raccontava che a volte accelerava per stare dentro i quattro secondi, ma in quel caso scattava l'autovelox e di nuovo la multa.
Francesco era sicuro che le istituzioni esistessero per tutelarlo, per proteggerlo. Noi gli dicevamo di smetterla.
Lui restava in silenzio e cercava disperatamente la sua colpa. Per farci piacere. E per rispetto della legalità. Poi però ci riprovava. E affrontava, come in preda ad un'ossessione, il semaforo corrotto. E tutte le volte la contravvenzione scattava.
Alla fine, piano piano, si è recluso nell'ossessione dei quattro secondi. Senza essere più capace di uscirne. Come nel castello di Kafka.
Poi lo abbiamo perso di vista. Dopo un po' di tempo lo abbiamo capito anche noi. Aveva ragione lui: tra il giallo e il rosso era impossibile non prenderla, la multa.

IL FLAMIGERATO T-RED E LA BANDA DELL'AUTOVELOX
Nel 2010 un articolo de «Il sole 24 Ore» rivela che il Comune di Villafranca in Lunigiana risulta tra i trenta comuni italiani che hanno avuto nel 2008 il maggior introito pro capite dalle contravvenzioni: oltre 1 milione e 200mila multe. Numeri da capogiro. Se si fanno due calcoli, centinaia di migliaia di euro. Finiti dove? Quanti nelle tasche della banda dell'Autovelox?
Il sindaco Pietro Cerutti, intervistato da «Il Tirreno» l'11 maggio 2010, a proposito della quantità enorme di contavvenzioni rilevate nel suo comune, ammette candidamente: «All'incrocio principale di Villafranca è installato un T-Red». Ma il T-Red non è un autovelox qualsiasi. È un flamigerato marchingegno, al centro di un'inchiesta messa in piedi dal PM di Milano Alfredo Robledo nel 2007. Nel processo nato da questa inchiesta, nel febbraio 2014, è stato condannato a quattro anni di reclusione Raoul Cairoli, titolare della CitiEsse, la ditta che distribuiva in esclusiva il T-Red ed altre apparecchiature autovelox.
Se si leggono i verbali di udienza si scopre una pentola bollente, anzi esplosiva. Una pentola che, sovverchiata, potrebbe fare luce anche su alcune situazioni che riguardano la Lunigiana. Forse è il momento che qualcuno ci guardi dentro.

IL CARTELLO
Quando nel 2007 la Guardia di Finanza, per conto della Procura di Milano, ha sequestrato computer e documenti di CitiEsse ha scoperto l'esistenza di «un cartello». Tra le società citate nella richiesta d'arresto, oltre a Citiesse, vi è la Centro Servizi di Grosseto e la Cooperativa Ca.Bri.ni di La Spezia, di cui risultava titolare Claudio Ghizzoni......
CONTINUA NELLE PAGINE INTERNE........

 
 

 
                         
 
BUONA LUCE AI NAVIGANTI
Segnalazioni e commenti dei naviganti
Per pubblicare un commento scrivi a buonaluceainaviganti@lunigianalasera.com
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da: fabricanestri@yahoo.com
Date:2 febbraio 2014 18:16

Ho apprezzato molto l'inchiesta sulla magia ed ho scoperto attraverso il vostro articolo un mondo che non conoscevo. Sarebbe interessante vedere le foto dei maghi o dei video. Perchè non ci pensate?
Cordiali saluti,               
Fabrizio

 
                         
 
 
 
 

AUTOVELOX, POTEVANO NON SAPERE?

enrico rossi regione toscana
La Polizia di Savona lo ha beccato con la tangente in mano. Per anni ha fatto parte di un «cartello» che lucrava sugli autovelox e per questo è sotto processo a Grosseto. Claudio Ghizzoni come privato gestiva gli autovelox affittati ai comuni. E come vigile urbano si occupava delle multe. In Lunigiana lo sapevano tutti. Tranne, sembra, i sindaci Pietro Cerruti, Riccardo Varese e il Presidente dell'Unione dei Comuni Cesare Leri. E Sara Tedeschi, comandante della polizia municipale della Lunigiana, poteva non sapere? (CONTINUA)
 
 

LA CENTRALE A BIOMASSE DI NOVOLETO

enrico rossi regione toscana
La vicenda della centrale a biomasse di Novoleto punto per punto. Gli articoli, i documenti e i comunicati del Comitato No Biomasse
     
  Per approfondire....  
  • Gli dei hanno sete Gli dei hanno sete
  • Il diritto di decidere Il diritto di decidere
  • Un silenzio che parla Un silenzio che parla
  • Testamenti traditi	Testamenti traditi
  • Renovo in gran segreto Renovo in gran segreto
  • La truffa a biomasse La truffa a biomasse

     
 
Osvaldo Angeli presidente della provincia di massa carrara
  Sicari e mandanti
IL BUCO DELL'ASL DI MASSA
Tutto tace nella vicenda del buco dell'Asl di Massa. Gli ex direttori Antonio Delvino e Alessandro Scarafuggi, inquisiti, Ermanno Giannetti condannato. Ma dietro la sparizione di oltre 300 milioni di Euro si nascondono ancora molti misteri. Se Giannetti è il sicario, chi sono i mandanti? ......


     
Osvaldo Angeli presidente della provincia di massa carrara
  Province da chiudere
Consulenze di 237000 Euro all'anno
Sul sito del Ministero della Funzione Pubblica, per il 2006 e il 2007, risultano deliberate consulenze a favore di Simona Benetti come "responsabile staff vice presidenza" per un importo di 237.000 Euro all'anno. Osvaldo Angeli, presidente della Provincia di Massa giudica adeguato l'importo di questa consulenza? ......


 
     
franca armani abusi edilizi
 

Settembre 2010 - I Padroni delle Cinque Terre
Il sistema è caduto all'alba


L'inchiesta della magistratura spezzina sta portando alle luce un sistema di potere che gestiva in modo illecito la cosa pubblica nelle Cinque Terre, un territorio dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità

di Maurizio Bardi
Associazione a delinquere finalizzata ai reati di falso, corruzione, concussione, violenza privata e calunnia. Secondo Luca Monteverde e Tiziana Lottini, sostituti procuratori della Spezia, politici e burocrati del Comune di Riomaggiore e del Parco delle Cinque Terree dell’Ente Parco sarebbereo i soci di una banda, di una lobby, che negli anni ha raffinato un preciso sistema di potere per gestire i fondi pubblici, specialmente quelli della Comunità Europea, molto spesso con ritorni e vantaggi personaii più che per la comunità.
La"cosca", come si definavano loro stessi, riusciva ad ottenere finanziamenti senza realizzare i progetti previsti, come capità purtroppo in molti territori che usufruiscono di fondi europei.
Le voci fuori dal coro..
.... (continua)

 
 
     
franca armani abusi edilizi
 

Giugno 2010 - Abusi edlizi, chi può e chi non può
Ufficio urbanistica, connessioni di casta


Otto domande a Franco Gussoni, sindaco di Pontremoli, e a Franca Armanini, responsabile dell'Ufficio Urbanistica

L'articolo 10 del Decreto Legislativo n. 267 del 2000, detto anche "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" rinnova completamente i rapporti tra governanti e governati. (..)
Lo spirito della legge è quello di trasformare il rapporto tra ente pubblico e cittadino passando da una relazione di "cittadino suddito" a "cittadino soggetto attivo", comproprietario dei processi amministrativi.
Di questi cambiamenti, anche giuridici, la casta politica e burocratica di Pontremoli sembra non esserne accorta.
Alla fine del 2009 alcuni pontremolesi avevano interesse a consultare la documentazione relativa alla costruzione di un palazzo situato in Via IV Novembre.
.... (continua)

 
 
 
Aiutiamo WikiLeaks
A MANTENERE APERTO IL SITO

WikiLeaks potrebbe diventareuno strumento giornalistico importante come il "Freedom of Information Act"
(TIME MAGAZINE)


Il Freedom of Information Act è una legge sulla libertà di informazione, emanata negli Stati Uniti il 4 luglio 1966, che impone alle amministrazioni pubbliche una serie di regole per permettere a chiunque di sapere come opera il Governo comprendendo l'accesso ai documenti.......

wikileaks

 
 
 
TESTAMENTI TRADITI
SCUOLA PUBBLICA, IL TESTAMENTO DI CALAMANDREI

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al terzo congresso della Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada........

wikileaks

 
 
 
biomasse pontremoli  

PONTREMOLI
La centrale a biomasse

La vicenda della centrale a biomasse di Novoleto punto per punto. Gli articoli, i documenti e i comunicati del Comitato No Biomasse

 

MAGIA IN LUNIGIANA
Maghi e maghetti
Anche in Lungiana molte persone si rivolgono a sensitivi, cartomanti, esperti in magia, lettori di tarocchi. Siamo andati a cercarli. Da questo viaggio nella magia lunigianese abbiamo redatto la mappa che segue

 

PONTREMOLI
Abusi edilizi, chi può e chi non può
Che sia o non sia un abuso edilizio, ci provi pure un cittadino senza protezioni politiche a realizzare ex novo, nel centro storico di Pontremoli, un terrazzo di 60 metri quadrati su terreno demaniale, dentro il letto del fiume Magra, in un luogo in cui di terrazzo non vi è traccia almeno da sessant'anni, neppure nella mappa catastale!..

  Corruzione alle Cinque Terre
L'inchiesta della Procura sulla gestione del Parco delle Cinque Terre. L'indagine ha avuto origine da alcune denunce relative a pratiche edilizie ....

 
 
Il Caso Facio

Il Caso Facio
Dante Castellucci, detto Facio, uno dei capi più coraggiosi della guerra partigiana, fu fucilato nel 1944 col pretesto del furto di un lancio. Ma dietro il finto processo si intravedono ombre di mandanti che qualcuno ha coperto... (continua)
(Indice degli articoli) ...da Lunigiana la Sera ottobre 1990

Pontremoli tangenti in comune

Tangenti, parla un imprenditore
Un'imprenditrice pontremolese non riesce a riscuotere le fatture per i servizi realizzati per conto del Comune.
Finchè viene avvicinata da un funzionario, il quale minaccia: "per avere i quaranta milioni, devi ricordarti di me, altrimenti scordati di incassare".... (continua)

da Lunigiana la Sera gennaio 1990

malasanita in lunigiana

La Malasanità in Lunigiana
Dieci anni di Malasanità denunciati dall'ex amministratore della Usl in un dossier consegnato alla magistratura e rivelati in esclusiva a Lunigiana la Sera....(continua)
da Lunigiana la Sera febbraio 1993

 
 
 
 
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